La proposta di AU sulla responsabilità civile dei magistrati:
Tenendo sempre ben presenti i principi costituzionali che garantiscono l’ordinamento, l’autonomia e l’operato della magistratura per una corretta tutela delle istituzioni e dei cittadini, visto che le integrazioni previste dall’“emendamento Pini” presentano concetti vaghi e che lasciano adito a troppe interpretazioni, si potrebbero ipotizzare delle modifiche della vigente Legge Vassalli quali:
- l’inserimento del principio di Responsabilità Civile dei Magistrati per dolo, colpa grave e diniego di giustizia ;
- la riduzione dei nove gradi di giudizio, prevedendo anche l’eliminazione del farraginoso giudizio preliminare di ammissibilità della domanda (art. 5), per superare il lentissimo meccanismo decisionale che ha consentito sinora solo 34 citazioni ammissibili e 4 condanne su 406 procedimenti avviati (fonte: articolo di Maria Antonietta Calabrò su “Corriere della Sera”);
- la modifica del meccanismo di rivalsa (art. 7) e l’introduzione di alcune specifiche forme sanzionatorie automatiche nei riguardi del Magistrato, citato in giudizio dal cittadino ricorrente, per i casi in cui sia accertata una responsabilità del giudice al di fuori dei casi di dolo, colpa grave e diniego di giustizia. In tal modo, se la sentenza stabilisse la responsabilità del Magistrato, il risarcimento resterebbe sempre a carico dello Stato, ma scatterebbero automaticamente una serie di sanzioni, che – a titolo esemplificativo e non esaustivo – potrebbero essere un periodo di sospensione dal servizio, il risarcimento pecuniario da versare allo Stato in proporzione alla capacità reddituale del Magistrato stesso ;
- l’introduzione della possibilità di assistenza gratuita per una più ampia fascia di cittadini ricorrenti (ad oggi prevista solo per i meno abbienti o gli esenti dal pagamento dei tributi) nel caso di procedimento per ricorso contro il Magistrato e lo Stato.

