Oggi il Fondo PREMIALE, ovvero le risorse destinate agli “Atenei Virtuosi”, rappresenta il 12% del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO). Richiederemo che il Fondo PREMIALEcostituisca il 50% delle Risorse TOTALI distribuite alle Università. Solo in questo modo riusciremo a responsabilizzarsi e premiare “seriamente” il merito negli Atenei. Assumere e/o promuovere un Docente incompetente, forse perché solo amico e/o parente, comporterà notevoli svantaggi per un’Università. Infatti il Docente “incombente” produrrà danni di natura economica in primis al Dipartimento di afferenza ed in secundis all’Ateneo di appartenenza. Inoltre “costringeremo” i Rettori a destinare più risorse per i servizi offerti agli studenti.Questo sistema di premialità funzionerà, SOLO ED ESCLUSIVAMENTE, se l’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione dell’Università e della Ricerca) riuscirà a prevedere, ma soprattutto ad APPLICARE, dei criteri di valutazione IDONEI ed OMOGENEI, attentamente studiati.
Attualmente la ripartizione del Fondo PREMIALE è basata su due principi cardine, che si basano su fattori numerici. Questo va a privilegiare i grandi Atenei a discapito degli quelli di piccola dimensioni. Il Fondo Premiale oggi è distribuito sulla scorta della valutazione di:
- QUALITA’ DELLA RICERCA. L’insieme degli indicatori in questione, incidono per il 66% sui trasferimenti. Questi vanno ad analizzare le produzioni scientifiche prodotte dagli Atenei nel corso dell’Anno Accademico di riferimento;
- DIDATTICA. L’insieme degli indicatori riferiti alla Didattica, hanno un peso, sul totale, pari al 34%. Gli stessi contemplano, tra l’altro, le valutazioni degli studenti, attraverso dei Test anonimi, sul corso e sul Docente che ha tenuto lo stesso.
La proposta consiste, in primo luogo, nel considerare NON i dati numerici, bensì una loro MEDIA PONDERATA. In questo modo, si eviterebbero dati sfalsati, dovuti alla mera numerosità dell’organico Docenti. In secondo luogo, occorrerà modificare la PERCENTUALE DI INCIDENZA tra le due aree, uguagliandole al 50%. Altera importante richiesta riguarda l’applicazione e la ridefinizione dell’indicatore del Placement “Post Lauream“, ovvero quanti studenti riescono a trovare un impiego dopo il conseguimento del titolo. Infine, sarebbe opportuno modificare il nome del secondo parametro da “Didattica” a “ Servizi e Didattica”. La modifica del nome (da DIDATTICA a SERVIZI E DIDATTICA) e l’innalzamento al 50% della soglia di incidenza per il calcolo della quota premiale, si rende necessaria per ridare il giusto peso agli studenti. Oggi tanti, troppi Atenei focalizzano la loro attenzione “quasi” esclusivamente sul corpo Docente (questo è facilmente constatabile, se prendiamo in considerazione il denaro speso per retribuire il personale universitario, che si attesta su una media del 92%) a discapito degli studenti, ovvero di quelle persone che permettono l’esistenza degli Atenei stessi. Ebbene MENO dell’8% delle risorse vengono impiegate per NOI studenti. Tra le spese “diverse” dagli stipendi, vi troviamo gli affitti, gli interessi sui mutui, le bollette .. Quanto resta per i SERVIZI agli studenti? Non possiamo attribuire alla valutazione dei Docenti un margine percentuale eccessivamente elevato. Questo provocherebbe, inesorabilmente, il trasformarsi di molti ESAMI in farsa (ricordiamoci della pratica del 18 politico) e di tante Università in Diplomifici. Spesse volte, il giudizio di fine corso degli studenti, si basa sulla “generosità” di voto del Docente che lo ha tenuto. Al contrario, in tanti denunciano l’inefficienza delle Segreterie (Studenti e Didattiche), dei Laboratori, delle apparecchiature didattiche (proiettori, strumenti da lavoro, etc), della lontananza delle Università con il mondo del lavoro, delle mense e degli alloggi. Tutto questo spinge a ripensare il nome e la percentuale di incidenza.
In questo modo, gli Atenei da un lato dovranno assumere Docenti estremamente qualificati, per ottenere il massimo dei Benefit, derivanti dalla valutazione dei delle PRODUZIONI SCIENTIFICHE. D’altro canto dovranno investire per i servizi agli studenti e cercare di rafforzare, meglio di creare, maggiori relazioni con il mondo esterno.
L’obiettivo ultimo di questa proposta è quello di concentrare NUOVAMAMENTE (dopo 20 anni) l’attenzione delle Università, sui suoi utilizzatori finali, ovvero su quelle persone che un giorno saranno la futura classe Dirigente del Paese.
MIMMO PATERNOSTER


